Dates

Il desaparecido

Qualche tempo fa sono uscita con D. un ragazzo tinderiano.

Inutile scrivere che mentre chattavamo sembrava una persona davvero carina, educata, acculturata blablablabla come del resto tutti quelli con cui decido poi di uscire.

Ci vediamo in un posto vicino casa mia. Con la mossa di venire dalle mie parti D. si è guadagnato già mille punti, evitandomi lo sbattimento di arrivare dall’altra parte della città (vedi Le regole del primo incontro).

Ci incontriamo, ci sediamo, ordiniamo da bere e iniziamo a parlare. Mi mette a mio agio, sembra una persona a modo, sorridente, di bell’aspetto (anche se fossi in lui una passatina dal dentista l’avrei fatta, giusto per…).

desaparecido

Ad un certo punto mentre gli racconto qualcosa mi interrompe, poggia delicatamente la sua mano sulla mia, mi guarda e, sorridendo, mi dice “Sei proprio fica sai?”

Io immagino di essere arrossita come un peperone, ma ad ogni modo mi fa molto piacere un complimento del genere, perché capisco che si riferisce al modo in cui penso, e non solo al fatto che sono acchittata come fosse la sera di capodanno.

La serata procede con un paio di drink ( quando si supera il primo bicchiere significa che le cose stanno andando bene, ovvio!)…lui mi racconta delle sue amicizie, dei suoi viaggi e butta lì un “Ci vieni con me la prossima volta?”

Ecco, amiche, queste sono le frasi che noi non vorremmo mai sentirci dire perché lo so bene cosa suscitano in noi. Suscitano aspettative, sogni, idee, certezze. Il problema è che gli uomini non lo sanno, ma frasi del genere sono destabilizzanti per noi che pensiamo “Mi vuole, gli piaccio, già pensa al nostro futuro”.

Ecco.

Credetemi.

Non è così.

Gli uomini dicono frasi così ad cazzum senza rendersene conto.

In quel momento magari D. ha pensato che la settimana successiva sarebbe andato in montagna e mi ha detto “Vieni”, ma se avesse avuto davanti Pino il parrucchiere probabilmente lo avrebbe proposto anche a lui.

Continuiamo a chiacchierare di tutto e, verso mezzanotte, mi accompagna alla macchina.

Io sarei partita per un viaggio dopo pochi giorni per cui lui mi fa: “Ma quindi adesso io non ti vedo fino a lunedì prossimo? E come faccio? Mi piaci troppo. Mi prometti che quando torni ci vediamo subito?”

…Ho annuito, contenta. Finalmente un cavaliere, che ti dice le cose che prova senza paura…FINALMENTE.

Ci salutiamo con un abbraccio e con la promessa di rivederci al mio rientro.

Sono tornata dal viaggio sei mesi fa.

Voi D. lo avete più sentito?

14 pensieri riguardo “Il desaparecido

  1. Poverino ….tu non sai che quella sera stessa, troppo infoiato per poter aspettare, ha deciso di “raccogliere” una ragazza in strada. Nella foga del momento non i si è accorto che era una trans brasiliana con un bicipite grande quanto la mia coscia (e la mia coscia non è esile); la trans era solo attiva e quindi se lo è rivoltato come un calzino e, dopo averlo rapinato di soldi e auto, lo ha abbandonato semi-nudo in un bosco isolato.
    Alla mattina è stato ritrovato pesto e mesto da un contadino che lo ha portato a casa sua. Il contadino era il fratello gay della trans brasiliana ……..

    Ecco perché non ti ha più richiamata

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      1. Eh …come ho già scritto più volte, gli (a)social possono essere un buon punto di partenza, però raccolgono un coacervo di “strani” elementi 😜

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  2. io non sarei così convinto che i maschi lo facciano in modo del tutto involontario. In fondo far credere le migliori intenzioni e lasciare alta l’aspettativa è una strategia magari poco efficace come risultato, ma sicuramente efficiente perché prima o poi qualcuna ci casca e gliela dà sulla fiducia, a fronte di costi nulli. Chiacchierare è gratis e quello che ne può venir fuori è sempre grasso che cola. Si chiama “cheap talking”: https://www.facebook.com/lascimmiachepensa/posts/1638407039816346:0
    Comunque divertentissimo il tuo blog e l’argomento! 😉

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  3. La sensazione è che tutte queste storie siano un’abilissima invenzione narrativa.
    Ma non si tratta di una critica, anzi. Perché sei decisamente brava, nel rendere reale un reale possibile e finanche effettuale.
    Mi interessa relativamente capire se è “tutto vero”.
    Il suo accadere in modo necessaria fa la differenza.

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