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Il feticista

C’è una categoria particolare di uomini, on e off line, ed è quella degli amanti dei feticci.

Online la maggior parte dei feticisti è amante dei piedi, o almeno, io per ora sono incappata solo in questi.

Si riconoscono subito…dopo poche chiacchiere parlano esplicitamente di scarpe, piedi o i piu’ delicati partono dal “hai le mani grandi?”… per arrivare poi al punto: MI FAI BACIARE I TUOI PIEDINI?

(Rabbrividiamo).

Però ci sono anche tante donne ( e uomini) che amano avere i loro “piedini” corteggiati, leccati, baciati, altrimenti non si spiegherebbe come la comunità dei fetish sia così estesa.

Sono stata spesso attratta da questa categoria, ma non ho mai avuto il coraggio di analizzarla fino in fondo, non so, per paura di qualcosa forse, perché la vedo come una cosa sporca. Per cui non sono mai uscita con un feticista conosciuto online che mi dichiarava il suo amore sconfinato per i calli o i duroni dei miei piedi, ma spesso mi è capitato di chattarci…. e ho scoperto un mondo!

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Partiamo dal presupposto che non c’è nulla di male ad adorare i piedi…che però se mi vuoi fare il pediluvio e ti ecciti annusando i miei piedi stanchi sudaticci di una giornata intera ,qualche domanda me la devo fare. Perché si, spesso più sono puzzolenti e più piacciono!!!

Comunque, ora che ci penso, ho mentito dicendo che non sono mai uscita con un feticista. Ero davvero giovane, forse si parla di  più di 15 anni fa, al tempo di MIRC, una chat piena di stanze virtuali diverse dove si parlava con gente disparata a seconda dei propri interessi.

Conosco questo ragazzo in chat, quindi, e chiacchieriamo del più e del meno, fino a scoprire di abitare molto vicini.

Continuiamo a chattare per diversi giorni, ma io non avevo mai conosciuto nessuno online e soprattutto negli anni 2000 non era una pratica molto diffusa uscire con il primo che capitava nel web.

Un bel giorno mi squilla il telefono di casa ( non avevo ancora il cellulare, ero una creatura!!!)…era lui, M. che aveva cercato sull’elenco del telefono tutti gli abitanti della zona con il mio cognome e si era attaccato al telefono fino a trovarmi!

Io non potevo crederci! Questo ragazzo doveva essere premiato in qualche modo!

Ricordo il primo appuntamento. Lui più grande di me di qualche anno, mi viene a prendere all’inizio della mia via, con il suo pandino celeste (ero giovane ed ingenua ma già la sapevo lunga su Le regole del primo incontro).

Si presenta con una rosa blu (un minuto di silenzio. Grazie).

Da quel giorno iniziamo una frequentazione fatta di lunghe limonate in macchina, finché, passata qualche settimana, in un piovoso giorno di dicembre, M. comincia a farmi capire che non è solo con la mia lingua che vuole limonare, ma, e soprattutto, con le dita delle mie mani!!

Inizialmente ho trovato la cosa curiosa e l’ho lasciato fare. Ripeto, era una ragazzina scema al tempo, non sapevo nemmeno cosa significasse il termine “feticismo”.

Un giorno, M. mi dice che vorrebbe vedere i miei piedi, e vorrebbe massaggiarli e baciarli.

In quel momento, con la pioggia scrosciante del freddo inverno sul vetro del pandino, ho immaginato la scena di me, nel pandino, con i piedi nudi in bocca ad M…..

No.

Non si poteva fare.

Proprio no.

Ho detto ad M. che forse dovevamo prenderci una pausa di riflessione, e sono sparita veloce come un lampo.

Non lo ho più visto, ma dopo 15 anni mi rendo conto che ce ne è da studiare sulla materia e che le chat di ora e le app di incontri sono luoghi assai frequentati da uomini che amano questo tipo di perversione e che c’è chi addirittura ne ha fatto un business.

 

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Il tirchio

Non c’è peggior cosa al mondo che trovare un uomo tirchio.

Ecco, ovviamente a me non è capitato uno solo, ma diversi…di quelli che non è che mi devi offrire la cena, però il caffè cristosantissimo costa 80 centesimi di euro!

Una sera esco con A., un ragazzo conosciuto sull’ormai sdoganatissimo Tinder.

Ci incontriamo in centro. Lui bello come il sole, davvero uno gnocco di primo livello.

Alto, moro, giustamente muscoloso, surfista, bel sorriso, vestito bene, mani curate, buon lavoro, tutto al posto giusto insomma.

Mi propone un aperitivo in un baretto in centro. Entriamo, spizzichiamo qualcosa da mangiare, beviamo un paio di spritz a testa appollaiati su due sgabelli scomodi, ma che sembrano essere poltrone in alcantara per quanto è piacevole la nostra conversazione.

tirchio

Decidiamo quindi di andare a mangiare qualcosa. Ci avviamo verso la cassa per pagare. Conto 24 euro.

Ovviamente tiro fuori il portafoglio e dico gentilmente “Posso contribuire?”……

Lui:“Certo, dividiamo!”.

Ora, io non voglio sollevare l’argomento “Abbiamo voluto la parità dei sessi..” perché aprirei un vaso di pandora, ma io appartengo ancora alla categoria di donne che ama essere corteggiata. Oggi offri te perché è un gesto carino, domani offro io perché anche io so fare gesti carini.  Ovviamente deve essere un piacere, e purtroppo ci sono uomini che questo piacere non lo provano, ma pagare un paio di drink ad una donna può farvi solo guadagnare punti signori miei, soprattutto se il luogo e l’appuntamento lo avete proposto voi, e 24 euro a 40 anni non vi svuotano sicuramente il portafoglio.

Fatto sta  che tiro fuori 10 euro e glieli do cercando i 2 euro che mancano nel portamonete.

Il caro A. mi ferma prima dicendo “non ti preoccupare, va bene così..”….

CHE GENTILE!!!!!!

Usciti dal baretto mi chiede cosa desidero mangiare. Siamo in centro, è pieno di bistrot, piccoli ristorantini, pizzerie…gli dico che per me è uguale, qualsiasi “posticino” va bene, non immaginando che mi prenda alla lettera con la parola “posticino”.

A. decide di portarmi nella bettola più piccola  e sporca del centro, il KEBBABBARO. 

Non fraintendetemi, io ADORO il kebab, ma credetemi se vi dico che i NAS si metterebbero le mani nei capelli entrando in quel negozio.

Cena in piedi con pita e kebab. Bevanda inclusa 6 euro a testa.

Conto 12 euro.

Alla cassa, evito di fare il gesto visto i precedenti, e tiro fuori direttamente 10 euro offrendo praticamente la cena ad A. che, senza colpo ferire, si limita ad aggiungere 2 euro.

Ma io dico..inviti una donna ad uscire con te, insisti per far seguire all’aperitivo la cena e mi porti dal kebbabbaro zozzo a mangiare in piedi, e ti fai pure offrire la cena?!?!?

Ma perché bello come il sole, interessante come National Geographic Chanel deve essere della categoria braccine corte? Perchè?

Ad ogni modo la serata giunge al termine. Gli chiedo dove abbia parcheggiato e mi risponde “un po’ lontano..ho lasciato la macchina dove non si paga il parcheggio e sono venuto con l’autobus. Mi dai un passaggio tanto ci passi?”.

Vi lascio immaginare la mia faccia, che su per giù equivaleva ad un misto di stupore ed incredulità con un pizzichino di ribrezzo…

Ho accompagnato A. alla sua macchina e l’unica motivazione che ho trovato al suo comportamento imbarazzante  è stata che non gli interessassi abbastanza da spendere due spicci per corteggiarmi quella sera. Chissà che non avesse un appuntamento ogni sera con una ragazza diversa; in quel caso avrebbe dovuto farsi due conti in tasca a fine settimana se avesse offerto a tutte.

Ma aimè, tirchi si nasce.

Il giorno dopo A. mi contatta chiedendomi di vederci nuovamente…

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Diversamente Single

Non è stato solo uno, ma diversi. Parlo dei tizi con cui ho scambiato delle chiacchiere online e che dopo un po’ mi hanno confessato di non essere single.

C’è chi aveva moglie, fidanzata, convivente, figli, relazioni disastrose in chiusura, e chi invece ha dichiarato di essere beatamente felice ma annoiato dalla routine.

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Una volta su WeChat ho parlato con M.

Uomo interessante, grintoso, pieno di interessi. La foto un po’ sfocata, quel poco che basta per far sì che la mia immaginazioni faccia voli pindarici e io mi immagini lui bello e dannato proprio a mio piacimento.

Parlavamo di tutto, dell’amore in generale, dei sentimenti, dell’età che avanza e non si riesce a trovare una persona giusta da mettersi accanto.

M. chattava durante il giorno. Intorno alle 21 spariva per riscrivermi il buongiorno il giorno successivo, verso le 9:30.

Un giorno mi chiede se avevo voglia di bere un bicchiere di vino, di vederci dal vivo.

Accetto.

Mi reco all’appuntamento e lo trovo li, esattamente l’opposto del maschio che mi ero immaginata; occhi da rana ( un controllino alla tiroide?), capello grigio (non brizzolato che fa sangue… proprio grigio topo).

Parliamo del più e del meno fino a che nel discorso esce la parola SINGLE.

“Io non sono single” mi dice.

Nel momento in cui me lo ha detto credo di aver fatto a gara con i suoi occhi da rana per quanto ho strabuzzato i miei… “Ah, non sei single….”

“No, le cose vanno malissimo con la mia compagna, ma l’unica ragione che mi tiene ancora insieme a lei è uno splendido bambino di 9 mesi”.

…..

Ora, io dico, cristosantissimo, ha aspettato 4 giorni per dirmi che era un fedifrago padre depresso? Non poteva darmi un aiutino qualche giorno prima, giusto in tempo per risparmiarmi le 120 calorie del vino che mi sono bevuta con lui?

Eppure è un ‘informazione che chiedo sempre. “ciao, di dove sei, sei single?” è su per giù l’intro standard e svogliata che assumo tutte le volte in cui lo status sociale e la provenienza non sono palesemente esplicitate…ma nel caso di M. i nostri discorsi erano stati così chiari e trasparenti che, ingenuamente, ho dato per scontato fosse single.

Ovviamente dopo aver saputo che aveva un figlio a casa ad aspettarlo con tanto di compagna, ho trangugiato il mio vino e gli ho detto che forse invece di perdere tempo lì con me, sarebbe stato più costruttivo andare a giocare con il nano di 9 mesi..

Ho alzato i tacchi e me ne sono andata alla svelta.

M. da quella sera e per tutte le sere successive, fin quando non lo ho cancellato da Wechat,  mi ha mandato la buonanotte passate le 21.

 

 

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L’egocentrico

Conosco un tipo su Tinder qualche tempo fa…abitiamo davvero molto vicini tanto che spendiamo circa mezz’ora  a parlare del motivo per cui non ci siamo mai visti al supermercato sotto casa e dell’orario in cui entrambi facciamo la spesa e soprattutto di che marca di detersivo compriamo.

Lui avvocato, qualche amicizia in comune su FB, sembra un tipo apposto, educato sicuramente, con quei due spicci che tanto mamma reclama, decido di uscirci per un drink.

Si offre di venirmi a prendere sotto casa vista la vicinanza ( 100 metri ) ma io, dopo un’ estenuante contrattazione, riesco a pattuire di farmi trovare in una piazzola deserta fra casa mia e casa sua.

Arriva con un’Audi coupé fiammeggiante (mamma sarebbe stata orgogliosa). Ci salutiamo e sfrecciamo verso un locale vicino casa.

L’ imbarazzo dei primi minuti passa velocemente e mentre aspettiamo che arrivino i nostri drink parliamo delle nostre esperienze passate. “Allora sei single da quanto?”“Da un po’” rispondo…

“E tu..?”

…Non lo avessi mai chiesto! P. inizia a raccontarmi tutte le sue vicissitudini amorose passate, soprattutto l’ultima con una ragazza fidanzata che però era talmente tanto innamorata di lui che la notte scappava dal letto dove dormiva con il suo compagno, prendeva la macchina e da un paesino fuori Roma raggiungeva il tenebroso P. a casa sua solo per una fugace ora di sesso.

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Durante i racconti di P. ho seriamente pensato se sono io o se sono loro. Davvero. Sono io che attiro tutti gli egocentrici o il mondo è pieno per cui statisticamente me ne devono capitare anche a me un po’?

Fatto sta che dopo 10 minuti di racconto P. mette le mani nella tasca, tira fuori il cellulare e…… “Eccola, è lei” MI FA VEDERE LA FOTO DELLA SUA EX!

Ma io dico, brutto cretino, ti pare che tu esci con una al primo appuntamento e non solo le parli un’ora della tua ex ma le fai anche vedere la foto vantandone la bellezza?

Idiota.

Sarei voluta andare via all’istante ed ho maledetto il momento in cui ho disubbidito alle mie Le regole del primo incontro, non avendo quindi la mia macchina.

P. continua a parlare di donne…parla, parla, parla…sembra averne avute unmilioneottocentocinquanta solo nell’ultimo minuto. Tutte stupende, tutte che morivano per lui, tutte poverine, sedotte e abbandonate.

Alla richiesta di un secondo drink declino sorridendo e mi faccio scoppiare un mal di testa di quelli che o mi porti a casa o mi porti a casa.

Arriviamo sotto casa mia e P. mi inizia a parlare della cassiera del supermercato dove entrambi facciamo la spesa. “Hai presente quella, quella con i capelli lunghi? Eh, lei rosica perché io non le faccio il filo…ogni volta che sono alla cassa mi fa gli occhi dolci.. ma insomma io mica posso uscire con una cassiera… per cui poverina ci starà male..”

 Dopo quest’ultima affermazione, credo di non avergli dato nemmeno il tempo del bacetto sulle guance che già avevo le chiavi nella toppa.

Esperienza da dimenticare.

Lui non mi ha cercato per i giorni successivi, io ho cercato di dimenticarmi anche il suo volto.

Dopo qualche giorno decido di cancellarlo da Tinder.

 Nel momento esatto in cui lo faccio mi arriva un messaggio su Whatsapp:  “Ciao, ma mi hai cancellato da Tinder?”

In quell’istante ho pensato alla povera cassiera del supermercato e l’ho invidiata per avere un lavoro non degno di uscire con lui.

 

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La mia amica G.

La mia amica G. è single da un po’. In realtà non da molto, solo qualche settimana, ma è un po’ come se lo fosse da tempo perché la relazione che aveva prima era con un tipo con cui tira e molla è stata insieme due anni, ma non hanno mai fatto molto insieme, che ne so, un cinema, un viaggio, nemmeno una partita a burraco…insomma “stiamo insieme ma non ci stiamo”.

Comunque, la mia amica G. per uscire dal lutto, si e’ scaricata happn ed ha iniziato a chattare con un tipo. L’ elemento più importante di tutta questa storia è che lei non ha messo alcuna foto e quindi ha matchato con un tipo che ha cliccato sul cuoricino di una sagoma grigia ed il tipo ha iniziato a parlarle senza pretendere alcuna foto e né chiedendo alcun particolare fisico.

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Ora probabilmente starete pensando che il tipo in questione sia un cesso fotonico!  No non lo è. È normalissimo, tendente al carino.

Insomma, hanno chiacchierato del più e del meno per diversi giorni senza chiedersi nulla di personale, ma parlando del meteo, della vita e di minchiate simili che non ti fanno percepire nulla della persona con cui parli.

Ad un certo punto si sono accordarti per prendere un aperitivo insieme.

Lì è scattata la mia ansia da amica perché, porca miseriaccia ladra, possibile che lui ti voglia vedere senza sapere se sei alta, bassa, chiatta, magra, piena di foruncoli, calva, punk o… un uomo????

La mia amica G. non ha voluto sentire storie e, anche se seguendo Le regole del primo incontro, si è recata all’ appuntamento con lo sconosciuto.

Lui si è presentato. Carino, gentile, simpatico. Insomma normale, e anche dimostrando poca curiosità nel capire se davanti si sarebbe trovato miss cesso o la sosia di Belen.

Fatto sta che, siccome la mia amica G. si difende ancora bene, hanno chiacchierato tutta la sera entrando finalmente anche in discorsi un po’ più personali.

Due, tre ore di chiacchiere, che ad un certo punto ansiosa come sono, non avendo ricevuto un messaggino di G. in cui mi diceva che tutto andava bene, ho pensato di preparare la bozza della lettera da inviare il giorno successivo a Chi l’ha visto.

E invece A.e G. si stavano godendo la serata davanti ad un paio di mojto, ignari del fatto che la Digos stesse già investigando la scomparsa di lei.

Ad ogni modo la serata è passata tranquilla e non c’ è stato alcun contatto fra i due, né un bacio della buonanotte, ma comunque sono bastati quei piccoli segnali importanti al primo appuntamento… Lui l’ha accompagnata a casa, ha aspettato che entrasse nel portone, arrivato a casa le ha mandato la buonanotte e lei ha dormito con i cuoricini negli occhi.

Dopo la prima uscita hanno continuato a chattare per un paio di giorni, finché A. nel bel mezzo della settimana, ha deciso di sparire.

Non un messaggio, non una parola per errore, non un invito nulla di nulla.

La mia amica G. che dapprima voleva fare la sostenuta e diceva “ma si dai è normale che non ci sentiamo tutti i giorni”, passate 48 ore di silenzio sembrava la piccola Regan dell’ esorcista, e pur mantenendo il suo aplomb da signora, inneggiava ad una cacarella perenne di A.

Venerdì pomeriggio A. era già stato messo nel dimenticatoio e nell’ eventualità avesse scritto un messaggio, G. aveva deciso di rimanere molto distaccata e non fare la figura della piccola fiammiferaia che aspettava solo un ciao per scaldarsi dal freddo inverno.

All’ improvviso però, venerdì, il messaggio è arrivato.

La mia amica G. ovviamente andando contro ogni previsione gli risponde veloce come un lampo, e da lì a 5 minuti…udite udite…. lo invita a cena. 

Ora dico io, cara amica mia, ma non ti ho insegnato nulla?!?!?

Ovviamente mentre la conversazione fra di loro andava avanti, andava avanti anche quella fra me e G. con la mia convinzione che è ovvio che, se appena uno ti scrive “Ciao”, tu lo inviti a casa tua, e soprattutto è uno che hai visto una sola volta e che è poi sparito per giorni, il messaggio subliminale è stasera te la dò”.

G. pentita immediatamente dell’invito fatto, ma oramai troppo tardi per tirarsi indietro, ha preso la decisione protettiva del “stasera non mi depilo”, per cui, preparato tutto, A. arriva e la cena scorre senza pensieri.

Parlano, mangiano, parlano, mangiano, mangiano, mangiano, bevono, bevono, bevono…che diventano le 2 del mattino e oramai sono migliori amici.

A. non sfiora G. nemmeno con un dito, che se fossi stata in lei e mi fossi depilata anche solo i polpacci, io un po’avrei rosicato…

Comunque alle tre del mattino A. decide finalmente di andare a casa. Bacino sulla guancia, grazie del banchetto di nozze e Ciao.

Morale della favola, ad oggi, passate due settimane, si continuano a scrivere qua e là ma non si sono più visti.

La mia amica G., bella e intelligente è già passata ad altri lidi, A. non lo possiamo sapere, ma tutto ciò mi serve per interrogami: non c’era feeling? E se non c’era feeling perché ha cenato da lei? E se ha cenato da lei e ha scoperto che non c’era feeling perché continua a cercarla?

Insomma…tu uomo, cosa vuoi?

Noi vogliamo chiarezza.

Mi piaci, ti piaccio, mi depilo, proviamoci. Punto.

Mi piaci, non ti piaccio. Sparisci.

Non ci piacciamo. Spariamo.

Perché non è che noi siamo lì belle belle, calme calme, a fare la sagna al ragù per voi che non sapete dove sbattere la testa il venerdì sera…rimane sempre il fatto che ti ho incontrato su un sito di incontri e non all’ACR della parrocchia… per cui, tranne rari casi in cui si diventa migliori amici (e sono davvero rari), se  ci si conosce su un app di incontri è per piacersi o meno, e se non ci si piace… NEXT ONE o…almeno vediamoci, ma venite mangiati.

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The bad kisser

Premesso che We chat l’avevo scaricata per stalkerare il mio ex anni fa,perché altrimenti lì sopra si incontrano solo orientali in cerca di chiwawa, una volta mi sono ritrovata a chattare con un tipo, tale A. che non era né cinese, né particolarmente scemo.

Pugliese di nascita, carabiniere (e già qui apriamo una parentesi che andrebbe chiusa subito…ma insomma, diffidate dalle forze dell’ordine in chat che è meeeeglio!!), good looking, almeno dalle foto, simpatico, non fumatore, alto, grammaticalmente connesso (metteva le acca e gli accenti al posto giusto).

Così ho pensato di spendere un po’ di tempo a conoscere A. in chat, fin quando ho scoperto che conviveva con la sua ragazza da più di un anno. A quella notizia ho deciso di non proseguire la conversazione e di troncare subito le chiacchiere, marcando anche un po’ il fatto che non ero interessata a uomini impegnati.

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A. però, non so perché, non si è perso d’animo, e come un martello pneumatico ha continuato a cercarmi, a scrivermi, a rincorrermi con la geolocalizzazione attivata per tutta la città, fin quando non ha capito che non c ‘era Trip for cats e mi ha lasciato perdere.

Dopo qualche mese dalla sua “dipartita”, A. è tornato alla ribalta.

Era Dicembre, periodo natalizio triste e annoiato. Si era lasciato con la fidanzata che lo aveva buttato fuori di casa proprio alla vigilia di Natale, vigilia che era stato costretto a passare in Caserma dove ora, povero piccolo cucciolo spaurito, soggiornava.

Dopo una trattativa portata allo sfinimento, ho dunque deciso di accettare un’uscita con A. che, già perché presente sulle chat quando fidanzato, non è che mi avesse convinto più di tanto….ma era proprio carino… un bel moretto e mi sono detta “vediamolo dai, che può succedere di male?”

Ci vediamo per un aperitivo.

A parte il capello un po’ troppo ingelatinato, A. mi è apparso un bel bonazzo. Alto al punto giusto, moro al punto giusto, sorridente al punto giusto.

Quattro chiacchiere, un paio di drink e l’aria si era fatta distesa e divertente.

Decidiamo di uscire dal locale e, appena passata la porta, come nei migliori film in cui lui galantuomo vuole sorprendere lei, la sua dama, A. mi afferra un braccio delicatamente ma con vigore, mi porta a se e mi bacia.

Ecco.

Bellissimo.

Tutto bellissimo.

Se non fosse per il BACIO.

Non mi ha baciata come una persona normale bacia un‘altra.

Mi ha roteato la sua lingua in bocca come se al posto dell’esofago io avessi una miniera di oro e per arrivarci bisognasse usare una trivella.

Nel giro di 30 secondi mi sono ritrovata quasi strozzata e con la faccia insalivata.

Credo di non aver mai provato così tanto disagio in vita mia baciando una persona, ma il mio stupore era così tanto che non potevo davvero credere che un bonazzo del genere fosse un leccatore seriale.

Cioè voglio dire, LE BASI! Tu non puoi pensare di leccarmi la faccia come fossi un cremino in pieno agosto e di rotearmi la lingua in gola come se stessi cercando l’acqua nel deserto! NO! Non puoi!

Ho pensato per un momento che A. preso dalla foga e dalla passione si era perso per strada le regole della seduzione, per cui ho cercato di staccarmi la sua saliva dalla faccia ed ho continuato a camminare con lui per strada come se nulla fosse, in attesa della prova della verità del secondo bacio.

Non è tardato ad arrivare. A. mi ha presa in mezzo alla strada e mi ha sbattuto al palo della luce più vicino a noi, baciandomi come aveva già fatto e di più, oltretutto non nascondendo la sua passione barzotta nelle mutande.

Ora, ragazze mie, che si fa in questi casi?

Perché non è così semplice staccarsi da un bel manzo del genere e dirgli “Tesoro bello, così lecchi un francobollo di posta prioritaria, non me”. Ero imbarazzata, mentre lui sembrava emozionato per l’accaduto e non rassegnato a finire lì quello strusciamento salivare.

Così mi propone di andare a bere qualcosa in un altro locale e io, pur di staccarlo dalla mia faccia, accetto.

Beviamo, parliamo, beviamo e parliamo fino a quando non arriva il momento di salutarci.

E che ve lo dico a fare…..daje de lingua, daje de tacco, sono tornata a casa e ho immerso la faccia in una bacinella di acido muriatico.

Il bel A., con mio grande sollievo, sparisce per circa 5 giorni, ma subito dopo capodanno, intorno alle 8 di sera mi scrive un sms “Caffè?”.

A parte che alle 20 il caffè te lo bevi te, e al massimo se devi fare il signore mi inviti a cena…ma ad ogni modo, appena arrivato il messaggio il mio unico pensiero è andato ai miei capelli. Puliti, profumati, appena lavati e piastrati. L’idea che a breve sarebbero potuti diventare sudici per colpa di un leccatore seriale (perché sì, è arrivato fino ai capelli!!!!) mi ha fatto così tanto schifo che ho rifiutato cordialmente.

Lui si è piccato (deduco) e ..udite udite…tanto per cambiare mi ha bloccato su Whatsapp! (Da aggiungere alla lista dei coglionazzi descritti in Oggi ti blocco).

Dopo 7 mesi lo ritrovo su Wechat. Avrei voluto dirgli quanto mi aveva fatto pena baciarlo e linkargli un corso di primo bacio…. ma ho evitato, mentre lui, lo slinguazzatore, mi ha riscritto come se nulla fosse accaduto e mi ha proposto di vederci per un caffè.

 

Intro

L’uomo delle chat

Ma in verità, chi è colui che sta sui siti di incontri?

Perché si, abbiamo visto l’offerta, ma non sono entrata nello specifico di quello che si può trovare chattando qui è lì.

IL TURISTA: E’ di passaggio, solitamente ha foto abbronzato in giro per il mondo, sempre sorridente, e spesso è straniero ( da non confondere con LO STRANIERO).Ben volentieri dichiara il suo status di anguilla “In Town for few days .Do you join me?”…del tipo io sto qua, scado fra 48 ore; mi fai mangiare i bucatini all’amatriciana e magari ci scappa pure qualcos’altro?

LO STRANIERO:  E’ in città per un periodo prolungato ma non conosce nessuno. Usa le app di incontri per avere una vita sociale. E’ spaesato, spesso si accolla. Meglio consigliargli gruppi di ascolto invece che Tinder.

Il CIECO: In tutte le foto ha gli occhiali. Non saprete mai se ha un occhio di vetro.

IL PALESTRATO: E’ mezzo nudo in tutte le foto, anche se fuori fanno 3 gradi. O ha la magliettina gaia che evidenzia il bicipite. Le foto per lo più sono in palestra e se non sono in palestra sono al ristorante, perché ai palestrati piace far vedere che mangiano molto ma sono messi bene fisicamente. Se ci uscite finirete a parlare di bilanciamento dei carboidrati e di pellicine degli alluci. VADE RETRO

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L’ASCETA: Si riconosce subito: ha lo yoga fra gli interessi. E’ calmo, pacato, seguace di Osho, o di qualche minchione che predica la pace nel mondo. Nelle foto guarda l’orizzonte, o è sdraiato su un letto con il viso in parte coperto. Magari ti dice pure che “l’essenziale è invisibile agli occhi”…e lì tu devi ricordargli che il Piccolo Principe parlava con una rosa e, ai tempi d’oggi, gli avrebbero dato un TSO immediato.

LO PSICOLOGO: Lui ti capisce. Si, lui è lì per capirti. Forse ha una sola foto e nemmeno si vede bene. E’ tutto fatto apposta, perché a lui non piace conoscersi per chat, a lui piace il contatto visivo, sentirti respirare, capire i tuoi problemi, il tuo vissuto, i tuoi difetti. E’ quello che fra tutti, zitto zitto, arriva al sodo più veloce della luce. Chiamalo fesso!

MR GREY DE NOANTRI: A letto ti rivolterà come un pedalino….dice lui. Le sue foto parlano chiare; giacca e cravatta, viso pulito, bello. Ma appena ci parli è in grado di portare il discorso sul sesso, sulle manette e su “che ti farei”….Poi se lo incontri, per lo più farfuglia, perché diciamocelo…se era Mr Grey non stava certo su Tinder.

IL FEDIFRAGO: Lui tradisce e spesso te lo dice. Non mette foto reali, è stupido ma non così tanto da rischiare di pagare gli alimenti alla moglie che lo lascia se lo scopre in chat ( ad eccezione di quelli che vivono in città diverse che la faccia ce la mettono e come!). Lui te lo dice dopo una decina di minuti di chat: si sente solo, le cose non vanno, solitamente ha figli piccoli e non regge lo stress famigliare. Ha bisogno di evadere dalla realtà e tu, guarda un po’, fai proprio al caso suo!

IL LOCALARO: Lui balla balla balla! Ha quasi 40 anni ma va per locali come io vado per farmacie per colpa della mia sciatica. Le foto lo ritraggono sempre con un bicchiere in mano, in compagnia di amici che pensi “brutto cretino, siete in 12 in questa foto come caspita capisco chi sei?” oppure in pareo a qualche party ad Ibiza. Lui si diverte, e spesso ti dice che “la vita è una e va vissuta”….io spesso gli rispondo “Vero, se mi campi tu!”.

IL GIGOLO’: E’ bello, un modello spesso. Scrive poco. Dice poco. Poi delicatamente ad un certo punto ti butta lì un “che fai stasera? potrei farti compagnia!”(tariffazione al minuto con scatto alla risposta di €200euro)

ER PATATA: è simpatico, non bello ma simpatico. Punta tutto sulle risate che ti fa fare, non sulle foto che solitamente sono con un gatto, o al mare sdraiato a prendere il sole (perché da sdraiati non si vede la pancetta). Quando ci esci, la maggior parte delle volte, visto quanto oramai siete in buoni rapporti perché avete riso per ore ed ore, ti tratta come se fossi sua sorella per cui ti cala qualsiasi istinto felino che ti era venuto ( vedendo la foto col gatto).Ah!E spesso offri te..al fratellone!

IL FETICISTA: Il più estremo mette foto di manette o di collari in ferro; ed è molto esplicito. I più comuni invece sono persone normalissime, ma non so come, riescono nel giro di pochi secondi a portare la conversazione su “i piedi” … prima si parla di scarpe, poi di tacchi e poi di PIEDINI. Quando un uomo utilizza la parola PIEDI-NI, donne, a meno che non vogliate rischiare una SPA di saliva fra l’allucione e il mignolino..SCAPPATE!

IL CREATIVO: E’ nel mondo del cinema, della produzione televisiva, della pubblicità. Ha sempre poco tempo a disposizione e conosce i locali più cool della città. Avete minimo 45 amici di amici in comune e proprio per tutti questi motivi ti chiederà di vedervi nel giro di pochi minuti. Non gli interessa sapere nulla di te, ti lancia lì il suo numero e poi tocca a te….tanto appunto, il suo numero lo hanno tutti quindi quando gli scriverai dovrai bene precisare “Ciao, sono quella a cui hai dato il numero alle 17.04 su Tinder. Ricordi?”

L’UOMO DEL SUD: Lui pare normale. Pare. Solitamente fa lavori tipo carabiniere, forza dell’ordine…guardia giurata. Calabrese principalmente o pugliese; ti rassicura dicendoti che crede ancora nell’amore vero, che ha il valore della famiglia e tutte queste minchiate qui che ti fanno pensare, finalmente, di aver trovato un uomo serio. Quando vi incontrate ti chiede dei tuoi ex, testa le tue doti culinarie e ti chiede se porti spesso i tacchi.Finisce col dirti che lui è un po’ vecchio stampo, che la donna deve stare a casa con la famiglia e che l’uomo deve lavorare per campare tutta la famiglia.

Paga lui. Questo è certo. Voi scappate però.

 

Abbiate fiducia…ci sono anche quelli NORMALI.

…Mi scrivete quando li trovate?

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Il desaparecido

Qualche tempo fa sono uscita con D. un ragazzo tinderiano.

Inutile scrivere che mentre chattavamo sembrava una persona davvero carina, educata, acculturata blablablabla come del resto tutti quelli con cui decido poi di uscire.

Ci vediamo in un posto vicino casa mia. Con la mossa di venire dalle mie parti D. si è guadagnato già mille punti, evitandomi lo sbattimento di arrivare dall’altra parte della città (vedi Le regole del primo incontro).

Ci incontriamo, ci sediamo, ordiniamo da bere e iniziamo a parlare. Mi mette a mio agio, sembra una persona a modo, sorridente, di bell’aspetto (anche se fossi in lui una passatina dal dentista l’avrei fatta, giusto per…).

desaparecido

Ad un certo punto mentre gli racconto qualcosa mi interrompe, poggia delicatamente la sua mano sulla mia, mi guarda e, sorridendo, mi dice “Sei proprio fica sai?”

Io immagino di essere arrossita come un peperone, ma ad ogni modo mi fa molto piacere un complimento del genere, perché capisco che si riferisce al modo in cui penso, e non solo al fatto che sono acchittata come fosse la sera di capodanno.

La serata procede con un paio di drink ( quando si supera il primo bicchiere significa che le cose stanno andando bene, ovvio!)…lui mi racconta delle sue amicizie, dei suoi viaggi e butta lì un “Ci vieni con me la prossima volta?”

Ecco, amiche, queste sono le frasi che noi non vorremmo mai sentirci dire perché lo so bene cosa suscitano in noi. Suscitano aspettative, sogni, idee, certezze. Il problema è che gli uomini non lo sanno, ma frasi del genere sono destabilizzanti per noi che pensiamo “Mi vuole, gli piaccio, già pensa al nostro futuro”.

Ecco.

Credetemi.

Non è così.

Gli uomini dicono frasi così ad cazzum senza rendersene conto.

In quel momento magari D. ha pensato che la settimana successiva sarebbe andato in montagna e mi ha detto “Vieni”, ma se avesse avuto davanti Pino il parrucchiere probabilmente lo avrebbe proposto anche a lui.

Continuiamo a chiacchierare di tutto e, verso mezzanotte, mi accompagna alla macchina.

Io sarei partita per un viaggio dopo pochi giorni per cui lui mi fa: “Ma quindi adesso io non ti vedo fino a lunedì prossimo? E come faccio? Mi piaci troppo. Mi prometti che quando torni ci vediamo subito?”

…Ho annuito, contenta. Finalmente un cavaliere, che ti dice le cose che prova senza paura…FINALMENTE.

Ci salutiamo con un abbraccio e con la promessa di rivederci al mio rientro.

Sono tornata dal viaggio sei mesi fa.

Voi D. lo avete più sentito?

Dates

Oggi ti blocco

Io la vorrei tanto capire questa moda del “TI BLOCCO”. Ma che vuol dire che mi blocchi? Mica sono un camion alla frontiera o un pacco alla dogana.

Ormai siamo merce, cose, non persone. Mi lasci? Bè, io ti blocco (specchioriflessovaialcesso).

E’ la moda del momento, la funzione VIP di Whatsapp; come se un contatto bloccato non potesse scrivere un tradizionale e ormai vetusto SMS o fare una telefonata, o addirittura, solo per i più audaci e meno pigri, venirti sotto casa a spaccarti la faccia o a dichiararti amore.

Io ti blocco; tiè così sparisci dalla mia vita per sempre.

Ma dico io….ma lo capite signori che siamo arrivati ad un livello indecente di follia?

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Qualche settimana fa sono uscita con un tipo conosciuto su Tinder. Abbiamo matchato in un bigio mercoledì. Lui solo con una foto, oltretutto di quelle con la bandiera della Francia sullo sfondo che devi star lì a capire se risale a Charlie Ebdo o a Nizza, ed è importante eh, perché è passato del tempo fra i due episodi e che ne sai tu se adesso il tipo è davvero così o ha preso 40 kg…Comunque..match effettuato, abbiamo iniziato a scambiare due chiacchiere. Romano, trentottenne, pieno di interessi, barca a vela, sport acquatici, viaggi, cucina, enogastronomia, insomma uno da pubblicità di Meetic. E sembrava anche carino…così dopo 24 ore di chatta chatta ci siamo scambiati il numero di telefono. Lui ha insistito per sentirci telefonicamente ed ha guadagnato 3000 punti nel giro di mezzo secondo; perché diciamocelo…noi donne vogliamo ancora essere “telefonate” ( come direbbe Antonina da Napoli) ! E telefonami invece di schiacciare cuoricini, bacini, fiorellini sulla tastiera dello smartphone! Telefonami Cristo santissimo!!Fammi sentire che voce hai, come parli, se hai la R moscia che in questo caso fingo di farmi cadere il telefono in un tombino in un secondo.

Comunque, A. (per evitare denunce o minacce di morte i miei cavalieri li chiamerò solo con l’iniziale) ha premuto CHIAMA sul suo bel Iphone e mi ha chiamata!

Voce forte e decisa, accento romano ma non fastidioso, ironico, gentile, educato…sarei stata al telefono per ore con lui immaginandomi già la nostra casa al mare, il cane che scodinzola in giardino e i bambini che giocano nel vialetto.

Ma la telefonata è durata si è no 10 minuti, seguita da un suo messaggino “Hai una bellissima voce, sono stato contento di sentirti”.

DIN DIN DIN DIN DIN !!!! Il mio cuore ha fatto tipo slot machine con una vincita stratosferica!

Comunque… torniamo ai dati di realtà.

A. sempre molto attento ai buongiorno e alle buonanotte e sogni d’oro, è un uomo lavorativamente molto impegnato, per cui riusciamo a messaggiarci un po’ e a vederci per un caffè nel pomeriggio del sabato. Arriva con una BMW X1 super scintillante e nel momento in cui lo vedo mi torna in mente la faccia di mia madre che, dopo l’ennesima fine di una mia storia con il poveraccio morto di fame di turno, mi dice “amore della mamma, lo so che tu sei indipendente, però magari se il prossimo te lo prendi con due spicci non guasta”….comunque ci sediamo ad un bar per un caffè. Lui mi guarda le tette per un nano secondo, abbastanza per farmi capire che non è un finto etero.

Parliamo di tutto, dell’infanzia, delle passioni in comune, dei gusti musicali, dei “tutti intorno si sposano e fanno figli”, di “perché su Tinder?”, insomma, gli argomenti di routine di un appuntamento al buio. Lui è carino e la sua compagnia è piacevole, e mi accorgo che anche lui ricambia la mia tanto da non voler arrivare puntuale ad un appuntamento che ha dopo di me con degli amici. Ci salutiamo dopo quasi tre ore di chiacchiere e dopo nemmeno 3 minuti mi arriva un messaggio “E’ stato un piacere conoscerti…che ne dici di replicare con una cena?”.

Ora, lo so che noi donne di ferro dovremmo farci scivolare addosso questi messaggini insulsi che sappiamo essere nulla in confronto a tutto quello che desideriamo concretamente da un uomo, però, suvvia, io ho decisamente gongolato leggendolo, perché che cavolo, l’amor proprio è l’amor proprio anche per me, ma uno che non riesce a trattenersi dallo scriverti dopo nemmeno 3 minuti che ti ha lasciata è pura gioia in un afoso sabato pomeriggio.

Ad ogni modo, il sabato è proseguito sentendoci. Io per vari motivi non sarei stata disponibile nei giorni successivi, per cui ho accettato l’invito rimandandolo alla settimana seguente, o volendo il giorno successivo, domenica.

Non ha battuto ciglio e seppur molto impegnato, mi è venuto incontro con le mie tempistiche; abbiamo continuato a chiacchierare per telefono, a scriverci messaggini e la buonanotte.

La domenica mattina mi dice che sarebbe andato al mare ma sarebbe tornato in tempo per vederci, verso le 17. Alle 17 mi scrive che non avrebbe fatto in tempo perché era ancora fuori. “Nessun problema” gli dico, ci vediamo settimana prossima.

Messaggini, bacini, sorrisini, buonanotte….lunedì mattina gli mando io il buongiorno in uno slancio di carineria e anche perché lo aveva sempre fatto lui fino a quel momento e volevo ricambiare.

Lui legge il messaggio e mi BLOCCA su whatsapp.

Ora, tu, uomo interessante, dalle mille risorse, pieno di interessi, con il macchinone che piace tanto a mamma, che mi hai invitato a cena fuori, che mi dici quanto ti piacerebbe condividere i tuoi interessi con una persona, potresti cortesemente anche dirmi cosa ti sei fumato?

Mai più sentito.  Morto. Deceduto. Investito da un tram in corsa. Affogato in acqua alte.

BLOCCATA. Il perché non si sa. Forse era fidanzato? Forse voleva una botta e via e il testosterone non riusciva ad arrivare alla settimana successiva? Forse ha cambiato idea? Forse ha trovato tette più grandi da guardare?

Per un secondo ammetto che mi è venuta la curiosità di alzare il telefono, chiamarlo, e chiedergli cosa gli avesse detto il cervello… però poi ho pensato che in quel modo avrei fatto crollare le sue certezze che bloccandomi su whatsapp mi avesse del tutto eliminato dalla sua vita, per cui ho preferito non destabilizzarlo.

Ah….dopo quattro giorni mi ha sbloccata; Io però purtroppo avevo già cancellato il suo numero di telefono.

Intro

Le regole del primo incontro

Partendo dal presupposto che ci sono donne che hanno voglia di conoscere un uomo per intraprendere una frequentazione o anche solo una conoscenza più approfondita di quella di una sola notte, mi sento di consigliarvi delle regole ben precise da seguire, per evitare di incappare in situazioni a dir poco spiacevoli durante un incontro online.

regole
REGOLA NUMERO 1: METTETE FOTO VERITIERE
Signore, se non avete una quinta di reggiseno e gli occhi a mandorla come Naomi Campbell è inutile fotoritoccarsi perché poi all’ incontro ci andrete con le tette mosce, le borse sotto agli occhi e il risvoltino di ciccia sotto le braccia.
Gli uomini a cui ho chiesto “Ma non trovi che ci siano ragazze bellissime in chat?”, mi hanno sempre tutti dato la stessa identica risposta  “Ma perché’ tu le vedi per strada tutte ste gnocche? Io no, sono finte!”  Ebbene si, amiche, LORO LO SANNO, e se mettete una foto finta finisce che quando vi incontrano vi rispediscono al mittente a pacco chiuso.
Una volta mi è capitato di uscire con un tipo (vedi capitolo L’egocentrico) che aveva avuto un incontro online con una che in foto sembrava Angelina Jolie, ma dal vivo (secondo lui) era “un cesso a pedali”. Non che si fosse ritoccata in foto con qualche app volante; no, era proprio un’altra persona! Il baldo giovane, preso da un momento di estrema cavalleria, l’ha rimandata a casa senza nemmeno farla passare dal via, congedandola con un “Scusa non sei tu quella delle foto che mi attizzavano. Non mi interessi”.

Non un caffè di cortesia, non un vabbè dai magari due chiacchiere, nulla. Fine della storia d’amore che sicuramente lei si era già immaginata prima ancora dell’incontro.
Ergo, care signore, presentatevi sempre con foto veritiere, meno strategiche di quello che desiderate e soprattutto, come mi ha insegnato un altro baldo giovane del web ( vedi futuro capitolo “trombiamo da te o da me”) “E’ importante vedere se sotto quel mezzo busto si nasconde un sagittario”.

REGOLA NUMERO 2: MEZZI PROPRI

Lo so che ci piace tanto che l’uomo ci venga a prendere sotto casa, che ci scarrozzi, ci porti e riporti magari aprendoci lo sportello della macchina; ma al primo appuntamento ci si va con i propri mezzi. Macchina, piedi, pattini, autobus; datevi un appuntamento in un luogo comodo a voi, ma non fatevi venire a prendere.

Si tratta puramente di sicurezza personale.

Lo so che alcune di noi misurano ancora la “bontà” di un Maschio basandosi su indici basilari quali “mi viene a prendere!” “mi offre la cena” etc, e credetemi, io sono una di queste persone! Però, anche se vi siete già create un film pazzesco in testa perché lui ha una bellissima voce al telefono, vi ha parlato in modo dolcissimo della nipotina piccola che adora,  va a messa tutte le domeniche per accompagnare la mamma e, dice di dormire con un unicorno di peluche….bè, ad ogni modo, il vostro Lui è uno SCONOSCIUTO, e dietro questo profilo da santo, perfetto futuro marito e padre dei vostri figli, si potrebbe nascondere una persona non del tutto per bene e magari pericolosa.

Ergo, vedetevi al luogo stabilito per l’appuntamento; se l’incontro andrà bene avrete tutto il tempo per farvi venire a prendere la volta successiva.

REGOLA NUMERO 3: A LETTO SENZA CENA

Tutte le volte che ho infranto questa regola mi sono pentita di averlo fatto, per cui datemi retta: NIENTE CENA!

Il primo appuntamento non deve consistere in una cena. Fatevi una passeggiata, prendete un caffè, un aperitivo, insomma.. uscite mangiati!

C’è sempre tempo per la cena; se vi trovate bene al caffè o all’aperitivo potete proseguire poi mangiando qualcosa insieme, ma vedersi PER CENA significa che vi dovete sedere a tavola con uno sconosciuto per almeno 1 ora. E se questa persona non vi piace? E se non vi piacete reciprocamente?

Comunque bisogna stare li fermi impalati a mangiare, e se tutto va male pagherete anche il conto!

Sono erroneamente andata a cena al primo appuntamento con due ragazzi conosciuti online, ed entrambe le volte sono state davvero esperienze terribili, che se avessi avuto meno tatto di quello che ho, mi sarei alzata e avrei girato i tacchi nel giro di un nano secondo. Ed invece, mi sono dovuta sorbire delle conversazioni insensate di cui vi dirò, soprattutto con un tipo per il quale mi sento in obbligo dedicare un bel post.

REGOLA NUMERO 4: NON DATELA VIA COME FOSSE UN VOLANTINO DI PIZZA EXPRESS

Detto che ognuno fa quello che gli pare, che nelle app di dating ci si sta per cuccare altrimenti si scaricherebbe burraco online (in realtà io ho rimorchiato anche li), il mio consiglio è quello di non darla al primo appuntamento. Se volete una relazione di puro sesso è un conto, ma se cercate una frequentazione, finire a letto insieme la prima sera è un errore madornale.

Gli uomini sono davvero esseri umani basilari; tu me la dai, io ottengo quello che voglio, mi annoio, ciao, passo alla prossima e ti chiamo quando ho voglia di sesso. Il più delle volte, ovviamente con eccezioni, funziona così. Non dico di tirarvela e di fare le fighe di legno, ma dico almeno di aspettare 48 ore cristo santo! Se poi quello con cui uscite è uno gnocco di prima categoria e voi già sapete che non potrete resistere nell’eventualità lui vi faccia delle esplicite avance, NON DEPILATEVI!

Si, non depilatevi le gambe! Funziona sempre! Quando sarete intorpidite dai baci in macchina, dalle toccatine qui e li e lui vi dirà “Andiamo da me o da te?”, voi vi ricorderete che avete lunghi peli sulle gambe e sulla patonza e rimanderete il  vostro incontro fra le lenzuola a data da destinarsi.

L’epilazione definitiva, a questo punto, si, diventa un problema.